Da Colonna a La Mantia, i grandi cuochi assumono ragazzi disabili
13/06/2009, Libero
Sono molti i ristoranti di buona cucina nella capitale. Qualcuno di questi, però, ha qualcosa in più: offre una cucina "diversamente" buona. È il caso dell'Open Colonna, il ristorante dell'Hotel Majestic, l'Osteria di San Cesareo e molti altri che si avvarranno della collaborazione di giovani diversamente abili. L'iniziativa è stata promossa dalla Comunità di Sant'Egidio che ha organizzato dei veri e propri corsi sulla ristorazione. Diciotto studenti "particolari" hanno seguito lezioni di cucina e sala, igiene, degustazione, ma anche inglese e storia del lavoro. «Tutti con il massimo profitto» assicura Filippo Sbrana della Comunità. Ed ora sono pronti ad affacciarsi sul mondo del lavoro per guadagnare soldi, ma soprattutto per non sentirsi soli. A differenza della scuola, infatti, il lavoro è un forte motivo di esclusione sociale. «Da studenti si ha una certa vita sociale - spiega Sbrana - in quanto si condividono esperienze con i compagni di scuola; finita questa, i ragazzi si sentono soli. Diversi perché unici a non lavorare, a dover stare tutto il giorno a casa». Non è però un favore quello che i ristoratori fanno a questi ragazzi: con i clienti, loro sono molto più calorosi rispetto ai colleghi e l'efficienza non si discute. Ne è testimone Maurizio, trentenne con un'invalidità del 70% che lavora da anni alla Trattoria degli Amici, nel cuore di Trastevere. Tra i suoi colleghi si distinguono tredici persone disabili impegnate in cucina e ai tavoli. Lui è il sommelier, ma ammette di essere astemio. Non è una discriminante, però. Anzi, i clienti vogliono lui: è capace di consigliare sempre il vino giusto. È anche merito suo se la Trattoria si è aggiudicata, qualche anno, fa il premio "Ristorante dell' anno", messo in palio dal sito internet Ristorantidiroma.com. Il suo segreto? Tanto studio e tantissima forza di volontà lo hanno fatto diventare "scheggia".