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Sant'Egidio, i ragazzi disabili a scuola dai migliori chef

14/06/2009, La Repubblica

APPARECCHIARE la tavola, prendere le ordinazioni, consigliare il vino e sperimentare ai fornelli ricette nuove e gustose. Così il pranzo è servito alla trattoria de "Gli amici", aperta otto anni fa a Trastevere dalla Comunità di Sant’Egidio e oggi diventata una risposta concreta all'inserimento lavorativo dei disabili. In sala o in cucina, sono impegnate tredici persone tra camerieri, cuochi e sommelier. Con il tempo sono diventati dei veri professionisti. E così per undici di loro si aprono adesso le porte dei più famosi ristoranti della Capitale: dal nuovo locale di Filippo La Mantia all'Hotel Majestic di via Veneto, all'Open Colonna di Antonello Colonna a via Nazionale. Dal ristorante Baba al Convivio Troiani di Angelo Troiani. Un gruppo di chef da settembre accoglierà infatti nei loro staff anche i giovani disabili per farli entrare nel mondo del lavoro. Varcatala soglia dello cale di piazza Sant'Egidio (che da due anni si avvale della consulenza della Laurenzi) ,i giovani girano tra i tavoli indossando una maglia nera con la scritta "Capace, idoneo?Amico". C'è chi serve, chi cucina, chi presenta i vini, con competenze e professionalità, come Maurizio Valentini: «Ho fatto tanti tirocini, ma non sono mai riuscito a trovare lavoro. Mi sentivo inutile, ora invece sono diventato sommelier». Alle pareti del ristorante sono appesi i quadri realizzati da alcuni artisti disabili durante i laboratori sperimentali organizzati dalla Comunità di Sant’Egidio. Con gli anni poi l'esperienza è cresciuta. E quest'inverno, in collaborazione con la Birra Peroni, la trattoria ha tenuto il secondo corso di formazione professionale. Docenti, chef e specialisti hanno dato lezioni di igiene, sicurezza, inglese di base e pratica ai fornelli. Ora i ragazzi avranno l'occasione di lavorare in alcuni dei più famosi ristoranti romani, tra cui il l'Antico Arco, il ristorante Al Ceppo, L' Arcangelo, Baba, Grano, l'Enoteca Regionale Palatium di via Frattina e Primo al Pigneto. «Credo che la diversità non esista - ha spiegato lo chef siciliano Filippo La Mantia - I ragazzi che verranno a lavorare nel mio nuovo ristorante staranno tutti in cucina, così potrò seguirli da vicino». Anche il Comune si impegnerà in questa iniziativa. L'assessore capitolino alle Politiche Sociali Sveva Belviso ha fatto sapere che il Campidoglio «destinerà il 5 per cento del bilancio alle cooperative dove il 30 per cento degli impiegati ha una disabilità o un fragilità».